MIYASAKA SAN DELLA CANTINA MASUMI IN VISITA AL VINITALY 2018

Sono stati ben 5 i sake premiati nella categoria Special Mention durante la 5Star Competition tenutasi al Vinitaly 2018 e che ha visto protagonisti come giudici il nostro sake sommelier Lorenzo Ferraboschi di Sake Company, Marco Massarotto di La Via del Sake e Dan Lerner, noto selezionatore di vini. 

Abbiamo intervistato per voi Katsuhiko Miyasaka della cantina Masumi dalla prefettura di Nagano, vincitore del prestigioso riconoscimento con il sake Masumi Nanago.

Come ti chiami?

Buongiorno a tutti gli appassionati italiani di sake, mi chiamo Katsuhiko Miyasaka e vengo da Nagano, una prefettura collocata fra le foreste e i laghi delle montagne centrali del Giappone.  

 

Raccontaci qualcosa della vostra sakagura…

 La sakagura si chiama Miyasaka Shuzo, si trova sulle rive del lago Suwa, e produciamo il nostro sake Masumi da più di 300 anni, per la precisione dal 1662. E’ anche il luogo dove nel 1946 è stato scoperto il lievito n°7, grazie al quale oggi vengono prodotti la maggior parte dei sake con caratteristiche fruttate tipiche dello stile Ginjo.

 

Che sake hai portato per gli ospiti del Vinitaly?

Abbiamo portato 2 sake secchi e 2 aromatici. Fra le bottiglie che abbiamo portato spicca lo Yawaraka Type-1, della tipologia Junmai Ginjo, un sake molto particolare dal gusto delicato e fruttato, con una gradazione alcolica di 12 Vol., molto simile a quella del vino bianco italiano.

 

Cosa pensi di futuro del sake sulle tavole italiane?

Negli ultimi 20 anni il mondo del sake si è radicalmente trasformato. Secondo me il motivo è da ricercare nei cambiamenti che hanno caratterizzato la società giapponese. Fino a pochi anni fa noi giapponesi mangiavamo solo la cucina tradizionale, invece oggi abbiamo la possibilità di mangiare olive, formaggi e cibi tipici della cucina mediterranea e continentale.

Il nostro palato si sta abituando a nuovi gusti e inconsapevolmente credo che le sakagura stiano adattando il loro modo di produrre sake a questi nuovi sapori.

Ecco perché credo che il sake non vada abbinato solo con la cucina giapponese ma anche con la cucina italiana!

 

Come pensi del cibo italiano?

Penso che la vostra cultura alimentare e la nostra siano molto vicine poichè entrambe si fondano sulla qualità delle materie prime locali. Se si è vicino al mare in Giappone e in Italia si utilizza il pescato del luogo, se in una città di pianura o collina si produrrà una carne eccellente o verdure particolari.  In tutto questo la cucina italiana è simile alla cucina giapponese. In Italia mangiate anche il risotto, quindi sicuramente il sake vi piacerà.

 

Come trovi il vino italiano?

Amo molto i vini italiani. Al Vinitaly si possono assaggiare dei vini che non si possono trovare in Giappone. Non vedo l’ora di degustarli! 

 

 

Un saluto e un augurio agli ospiti del Vinitaly 2018

E’ la prima volta che partecipo al Vinitaly e non vedo l’ora di ascoltare le opinioni da chi assaggia per la prima volta il sake sia dei tanti appassionati che già conoscono il nostro mondo.

Un caloroso saluto a tutti i visitatori del Vinitaly e agli amanti del sake!




Paolo Tucci
Paolo Tucci

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