IL “DIO DEL SAKÈ“ E IL RINASCIMENTO DELLA PREFETTURA DI YAMAGATA

26 18, lunedì 2 min lettura

il dio del sake

 Il sakè viene oggi prodotto in ognuna delle 47 prefetture giapponesi, ma solo Yamagata è stata l’unica prefettura a ricevere la sua G.I “ geographical indication “ , una denominazione simile alla nostra Indicazione Geografica Tipica che certifica l’origine e la qualità del prodotto. Cosa ha fatto sì che il sakè prodotto a Yamagata sia stato equiparato livello legislativo a prodotti regionali iconici come lo Champagne e il Darjeeling ?

Il segreto è da ricercarsi nel duro e silenzioso lavoro di pochi appassionati, che oltre 30 anni fa iniziarono a credere che il sakè prodotto a Yamagata fosse un prodotto unico che necessitava investimento, passione e ricerca.  Nel 1987, in seguito alla fondazione della Yamagata Sake Brewers Association, associazione che racchiudeva i migliori produttori della prefettura, venne creata la Yamagata Brewing Research society, una associazione con ramificazioni in diversi campi dell’industria del sake, dedicata all’avanzamento e al miglioramento delle tecnologie di produzione del sakè, sotto l’egida dello Yamagata Research Institute of Technology.

Questo avvenimento coincise con il lancio del “ Team Yamagata “, una partnership pubblico-privata dedicata al rilancio dell’industria locale del sakè tramite il miglioramento delle risorse umane e tecnologiche a disposizione nella regione. 

 

Koseki Toshihiko, un esperto tecnologo di sakè del Yamagata Research Institute of Technology, giocò un ruolo fondamentale nella costruzione di questa partnership. In qualità di capo del centro di ricerca per il sakè dell’istituto, fu suo compito definire il regolamento per l’analisi sensoriale e le degustazioni che mensilmente avvenivano alla Yamagata Brewing Research Society.

 

Ai partecipanti veniva richiesto di commentare ogni campione assaggiato, e di focalizzarsi sui limiti di ogni sakè, offrendo ad ogni produttore solo critiche costruttive. “ Lo scopo era di incoraggiare i produttori ad essere aperti ed onesti fra loro, condividendo le proprie tecniche ed opinioni “ spiega il sig. Koseki. In aggiunta agli incontri mensili, un workshop annuale della durata di due giorni aiutò a cementare questi legami vitali fra produttori e il conseguente scambio di conoscenza. Questo intelligente sistema di cooperazione è alla base dell'ascesa di una regione che si trova oggi ad essere la prima per qualità di Sakè , come testimoniano le numerose vittorie a competition e il riconoscimento internazionale tramite l’International Wine Challenge.

 

Grazie alla Sake Sommelier Association il prossimo Ottobre  tutti i nostri Sake Sommelier avranno modo di incontrare Koseki sensei, il fautore del miracolo di "Yamagata"!

 

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Kanpai!



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